Jan
30
2009
145

Chiamiamo supergiovane

I(talia/nghilterra), lavoratori in piazza

contro gli operai i(taliani/stanieri)

Se si leggesse questo titolo su un giornale italiano non ci si stupirebbe di nulla, questo accade nella democaica inghilterra in cui l’azieda straniera è italiana ed i lavoratori (300 – numero evocaivo) sono venuti dalla madre patria in quanto il territorio non forniva manodopera qualificata per il prgetto da 200 milioni di sterline. La storia sembra ripetersi e così anche li slogan politici – che là si ricordano, non come da noi – hanno fatto il resto. Infatti al grido di “British jobs for British workers” sono state vinte le passate elezioni. Oggi i lavoratori , senza sentire ragione, vogliono questa promessa mantenuta e la protesta che era limitata a una sola località si stà diffonendo come fuoco in un pagliaio. La società in questione, per competare il quadro, poi non è inglese, ma di origine francese, la Total.

Quando i nodi vengono al pettine qualunque pretesa democratica, egualitaria e di fratellanza viene dimenticata per un sano egoismo umano. E siamo in unione europea! La strada è ancora lunga.

Written by Andrea Belussi in: Europa,Società | Tags: , ,
Jan
15
2008
1

Alitalia dagli occhi di un cittadino

La compagnia di Bandiera è in una situazione di crisi da anni e i problemi sono molteplici.

Gli sviluppi possono essere visti qui di seguito:

1° Step: i concorrenti
* AIR-FRANCE,
* AIR-ONE,
* BALDASSARRE.

2° Step: l’esclusiva ad Air-France,

3° Step: il problema Malpensa,

4° Step: l’offerta di Ryanair, e i non sviluppi del caso

. le mosse di Air-One,

5° Step: le scelte difficili.

Con l’ultimo punto voglio sottolineare come in Italia ci sia sempre una mancanza di energia necessaria per modificare la condizione in essere. I privilegi sono difficili da togliere, ma non sempre si può fare un risanamento garantendo un posto a tutti e garantendo ciò che c’era. (caso volkswagen e l’aumento di ore lavorative a parità di stipendio.pdf)
Come si può vedere i problemi possono essere affontati separatamente: Alitalia e Malpensa così da giungere a soluzioni ottime per entrambi.

Da un lato abbiamo una compagnia che necessiterebbe di essere riorganizzata nel profondo senza tener conto dei sindacati, perchè l’alternativa alla vendita è il fallimento o una ristrutturazione seria che non gravi sui contribuenti ancora una volta.

Dall’altro il problema Malpensa che non è bel collegato, essendo impossibile arrivarci senza passare per le tangenziali di MIlano che sono il vero collo di bottiglia e non essendoci un servizio trasporto ferroviario diretto da Torino, Bergamo e Milano con un confort tale e un risparmi di tempo che possa disincentivare l’uso dell’auto per il traffico passeggero o/e delle bratelle stradali di collegamento che oltrepassino il collo di bottiglia per il traffico merci.

Nessuna scelta è a brevissimo termine e tutte necessitano di tempo. Si spera che i politici non abbiano solo a cuore una seggiolina, ma pensino a scelte a lungo termine che diano stabilità e crescita a una regione chè può ancora progredire.

il post era già stato creato per completezza riporto  anche un punto di vista che non avevo ancora letto sul regime fiscale.

Written by Andrea Belussi in: Europa,Società |
Nov
12
2007
1

Primati

Si è tanto paralto delle compagni low-cost per i voli aerei che il treno è stato completamente dimenticato. Su alcune tratte il treno potrebbe essere il concorrente diretto all’aereo. Infatti…

Una tratta è stata appena inaugurata: la Parigi-Londra e il tempo del viaggio è di sole due ore. Niente male, se si pensano ai tempi legati ai voli aerei di imbarco/sbarco, check-in e ritiro bagagli, trasferimento che vanno a sommarsi alle esigue ore di volo. Questo concorrente si propone con una tariffa base di 54 sterline: in linea con un biglietto aereo.

E mentre il resto dell’Europa crea infrastrutture e km di strade ferrate, rendendo le stazioni più vivibili; noi rimaniamo fermi e blocchiamo:

l’asse ferroviario Lione-Trieste-Divaca/Koper-Lubiana-Budapest-frontiera ucraina

I ritardi su questa tratta, che risulta in opera alla nostre frontiere, sono dovuti a 30000 persone o poco più.

Aspettando, l’Europa ci guarda.

 

Written by Andrea Belussi in: Ecologia,Europa |
Jul
03
2007
1

Perdere il treno

Ecco che si creano alleanze tra le maggiori compagni di trasporto ferroviario a livello europeo e in Italia non siamo ancora giunti ad avere l’alta velocità.

Polemiche polemiche e polemiche!

Mentre nel resto d’Europa si fanno i fatti, noi paghiamo le nostre inefficienze. Entreremo anche noi nel conosrzio, ma essere tra i fondatori è sempre meglio.

Written by Andrea Belussi in: Europa |

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