Jan
30
2009
145

Chiamiamo supergiovane

I(talia/nghilterra), lavoratori in piazza

contro gli operai i(taliani/stanieri)

Se si leggesse questo titolo su un giornale italiano non ci si stupirebbe di nulla, questo accade nella democaica inghilterra in cui l’azieda straniera è italiana ed i lavoratori (300 – numero evocaivo) sono venuti dalla madre patria in quanto il territorio non forniva manodopera qualificata per il prgetto da 200 milioni di sterline. La storia sembra ripetersi e così anche li slogan politici – che là si ricordano, non come da noi – hanno fatto il resto. Infatti al grido di “British jobs for British workers” sono state vinte le passate elezioni. Oggi i lavoratori , senza sentire ragione, vogliono questa promessa mantenuta e la protesta che era limitata a una sola località si stà diffonendo come fuoco in un pagliaio. La società in questione, per competare il quadro, poi non è inglese, ma di origine francese, la Total.

Quando i nodi vengono al pettine qualunque pretesa democratica, egualitaria e di fratellanza viene dimenticata per un sano egoismo umano. E siamo in unione europea! La strada è ancora lunga.

Written by Andrea Belussi in: Europa,Società | Tags: , ,
Jan
27
2009
179

Confronti

Difficile scrivere in questo momento, perchè è più facile tacere che dire cose nuove e non scontate. La situazione italiana è sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vedere e informarsi: non serve sicuramente il mio blog per dare informazione, non essendo nè una testata giornalistica nè un periodico.

Parlando con le persone mi sembra di notare nella maggior parte uno stato di catalessi dal quale non vogliono uscire perchè è troppo aspra la realtà e quelle poche attive non sono nei posti chiave.

Ci sono paesi che vogliono cambiare e con quel poco che hanno tentano di fare cose impressionanti, che stupioscono, che sono al di fuori dei loro schemi mentali. Noi, paese con 60 milioni di abitanti, membro del g8, detentore del prossimo expo, patria di così tanti cervelli che hanno dovuto lasciare la terra natia per essere proliferi che facciamo? Continuiamo a guardare quelli che sono messi peggio di noi e non tentiamo di imparare, copiare e migliorare ciò che c’è già. Non serve aprire strade nuove per il momento, ma soltanto scegliere quale percorrere.

Un ultimo pensiero è rivolto alle vittime di violenze, in particolare alle donne: non so quanto sia possibile garantire la certezza della pena ed eliminare l’erore giudiziario, ma per un uomo che compie un tale gesto, non credo che ci siano attenuanti di sorta e che, seppur con rammarico, non meriti alcun tipo di recupero, ma solo una pena a vita. I lavori forzati potrebbero essere se non la giusta soluzione per i carnefici e un magro compenso per queste persone per sempre e profondamente segnate.

Written by Andrea Belussi in: Innocenza,Penseri,Politica,Società |

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