Il superenallotto tra statistica e ricerca
In questi giorni si sta discutendo sul decreto Gelmini che è apena passato e porterà a profondi cambiamenti nell’ambiente scolastico ed universitario. Senza riassumere i punti che sono stati già sviscerati in moltissimi blog ci si sofferma sull’entità del taglio: 1,4 miliardi di euro in nel prossimo quinquennio. Perchè tagliare proprio sul futuro?
Il superenallotto è stato milionaio (100 milioni all’ultima grande estrazione) ed il primo vincitore è stato sicuramente lo stato che ha incassato il 49,5 % di quanto è stato giocato ed il nuovo jeckpot si attesta a solo 20.000.000 di euro. Lo stato incassa in media 1 miliardo di euro l’anno da questa lotteria e quest’anno ha già superato tale valore.
Se da un lato la lega propone di finanziare l’EXpo del 2015 con parte di questi soldi: è la proposta contenuta in uno dei nuovi emendamenti al disegno di legge sui giochi n. 1707 presentata da un gruppo di deputati della Lega Nord. Primo firmatario è l’onorevole Marco Reguzzoni (cofirmatari i colleghi Matteo Salvini, Laura Molteni e Paolo Grimoldi), dall’altro mi chiedo perchè non iniziare ad utilizzare -non tutto l’afflusso, ma quello extra per rimandare i famosi tagli e riflettere in modo sereno su quali politiche mettere in atto per rendere la scuola, la ricerca e l’università realmente meritocratica e non legarla a clientelismi di alcuna specie.
Si veda ad esempio la valutazione del Civr.