Oct
31
2008
56

Il superenallotto tra statistica e ricerca

In questi giorni si sta discutendo sul decreto Gelmini che è apena passato e porterà a profondi cambiamenti nell’ambiente scolastico ed universitario. Senza riassumere i punti che sono stati già sviscerati in moltissimi blog ci si sofferma sull’entità del taglio: 1,4 miliardi di euro in nel prossimo quinquennio. Perchè tagliare proprio sul futuro?

Il superenallotto è stato milionaio (100 milioni all’ultima grande estrazione) ed il primo vincitore è stato sicuramente lo stato che ha incassato il 49,5 % di quanto è stato giocato ed il nuovo jeckpot si attesta a solo 20.000.000 di euro. Lo stato incassa in media 1 miliardo di euro l’anno da questa lotteria e quest’anno ha già superato tale valore.

Se da un lato la lega propone di finanziare l’EXpo del 2015 con parte di questi soldi:  è la proposta contenuta in uno dei nuovi emendamenti al disegno di legge sui giochi n. 1707 presentata da un gruppo di deputati della Lega Nord. Primo firmatario è l’onorevole Marco Reguzzoni (cofirmatari i colleghi Matteo Salvini, Laura Molteni e Paolo Grimoldi), dall’altro mi chiedo perchè non iniziare ad utilizzare -non tutto l’afflusso, ma  quello extra per rimandare i famosi tagli e riflettere in modo sereno su quali politiche mettere in atto per rendere la scuola, la ricerca e l’università realmente meritocratica e non legarla a clientelismi di alcuna specie.
Si veda ad esempio la valutazione del Civr.

Written by Andrea Belussi in: Società |
Oct
23
2008
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Ritorno alla gavetta

Con il termine gavetta si indica generalmente quel periodo di apprendistato che si compie dopo il termine degli studi.

Oggi mi soffermo sull’oggetto della gavetta in quanto in questo ultimo periodo  è ricomparso come strumento da portarsi al lavoro. Ho visto sempre più massaie che faevano acquisti al supermercato pagando con i buoni pasto loro o del marito e preparando poi il cibo da portare sul posto di lavoro. Tra queste persone non rientrano solo gli operai o i muratori, ma anche tutta quella fascia di impiegati che a causa delle oscilaioni borsistiche, della variazione del petrolio e dell’aumento dei servizi di pubblica utilità (luce, acqua e gas) a cui si aggiunge poi la rata del mutuo della casa fanno fatica a mantenere il medesimo tenore di vita o addirittura ad arrivare a fine mese.

Mi si deve spiegare a cosa serve sostenere il settore dei frgoriferi o delle automobili con inentivi o quello del grana padano e parmigiano reggiano quando mi sembra che ci siano bisogni più impellenti.

Written by Andrea Belussi in: Società |

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