ERA mortalità evitabile
“..Pubblicato ERA 2007, L’Atlante della mortalità evitabile
La Lombardia tra le situazioni più critiche in Italia. Bergamo al 153esimo posto, su 188. Anche quest’anno la Valle Camonica Sebino all’ultimo posto in Italia
I tumori dell’apparato digerente sono, per Bergamo, la principale criticità .
Serve un ripensamento delle priorità nella spesa sanitariaÈ stata recentemente pubblicata l’edizione 2007 di “ERA Atlante della mortalità evitabile” a cura di un gruppo di lavoro composto da esperti dell’ISTAT, dell’Istituto Superiore di Sanità e di alcune Università .
L’indagine si occupa dei casi di mortalità sotto i 75 anni, cioè in età nelle quali la morte non è un evento atteso.
Non ci sono significative variazioni rispetto ai risultati dell’indagine 2006 (il testo e il nostro commento sono ancora disponibili sul web <http://www.cgil.bergamo.it/cdl/dipartimento_welfare/2006/era_mortalita_evitabile/mortalita_evitabili.htm> del Dipartimento Welfare). Come già lo scorso anno i casi di mortalità sono divisi in tre grandi tipologie: tumori, malattie cardiovascolari, traumatismi e avvelenamenti, e i dati, suddivisi per sesso, sono classificati, USL per USL (solo in Lombardia si chiamano ASL, nonostante la Legge) e analizzati in relazione a strategie di intervento come la prevenzione primaria, la diagnosi precoce, l’efficacia dei sistemi sanitari. L’incidenza della “mortalità evitabile” viene quantificata in “giorni perduti”, cioè calcolando i giorni compresi tra l’età della morte e i 75 anni.
Se si assiste, rispetto all’edizione 2006 (che si riferiva al periodo 1996-98 mentre l’attuale riporta dati del triennio 2000-2002), ad un generalizzato miglioramento, quantificato in una riduzione media dei “giorni perduti” pari all’11,5% per i maschi e all’11,1% per le femmine, restano confermate alcune tendenze di fondo come la forte diversità tra maschi e femmine. I maschi, infatti, presentano tassi di mortalità evitabile doppi rispetto alle femmine, anzi, nella fascia d’età 15-34 anni, per ogni morte femminile si contano fino a 4-5 morti maschili (soprattutto per traumatismi).
La ricerca conferma, anche in questa edizione, la netta prevalenza della prevenzione primaria tra le strategie di riduzione della mortalità …”
l testo di ERA 2007 può essere scaricato completo in formato PDF da
http://www.cgil.bergamo.it/cdl/dipartimento_welfare/index_welfare.htm