Mar
30
2007

Responsabilità e scelta

L’articolo è chiaro:

Mi sembra che il problema sia irrisolvibile per due ragioni: non esiste un limite di ordinazione in un locale, e se esistesse basterebbe cambiare locale e riprendere a bere nel successivo, chi doveva dire a quel giovane di smettere? Gli amici? Forse anche loro erano in condizioni indescrivibili eppoi il giovane dopo tutto quell’alcool ha deciso spontaneamente di bere un’ulteriore birra. Il gestore? E’ contro il suo interesse e di persone che nei bagni delle discoteche rigettano ce ne sono in quantità; non potendo inoltre ontrollare tutte le persone che ordinano albancone. I butta-fuori, se presenti, controllalo le persone moleste non quelle che bevono e non creano problemi: non è il loro compito. Le persone che lo incitavano? Tutte già su di giri, in quel momento il ragazzo della bevuta poteva essere al centro dell’universo e a lui questo piaceva non si sarebbe fermato; la folla non aveva una coscienza tale da farlo. Il suo io come detto era inebriato da ciò.

Per quello che leggo nell’articolo non mi sento di puntare il dito contro qualcuno in generale o nello specifico. La persona, anche se incitata, lo ha fatto spontaneamente. Il ragazzo ha scelto di bere. 

L’alcolismo è  un problema sociale e tra i giovani sta diventando una piaga,  ma se sanzionare qualcuno che guida in stato di ebrezza ha una sua logica, impedirgli di bere ne ha un po’ meno e tornare al proibizionismo è anacronistico.

Written by Andrea Belussi in: Società |

3 Comments »

RSS feed for comments on this post. TrackBack URL

Leave a comment

Powered by WordPress | Aeros Theme | TheBuckmaker.com WordPress Themes