L’asfalto vola, il titolo anche e i soldi entrano abbondanti
Il governo sta muovendo i primi passi incerti e se anche sta per compiere il suo primo anno di vita risulta ancora litigioso e volitivo. Un bambino che non ha ancora preso coscienza di sè. Diamo tempo al tempo e vediamo dove dirigerà il Paese questo governo così eterogeneo dove convivono forze tanto dissimili e con intenti anche contrastanti.
In questi giorni è stato approvato il pacchetto Bersai 2 che dovrebbe portare a delle liberazioni di vario genere. Il governo però non si è ancora occupato del problema autosrade: una società i cui aumenti tariffari sono decisi da un organo statale che non tiene in considerazione gli enormi utili e i dividendi fino ad oggi distribuiti. Un barlume di speranza si è scorto negli occhi del ministro delle infrastutture quando ha affermato: “…la cuccagna è finita…”. Si spera che queste non siano le solite parlole propagandistiche, ma che si continui sulla strada intrapresa senza farsi fermare da possibili intoppi.
Solo due cifre che sono da capogiro: tra il 2001 e il 2005 il fatturato netto è aumentato del 32% e a me non sembra di aver riscontrato questo aumento di qualità di servizio o dei miglioramenti significativi da giustificare tutto questo. Tanto meno un aumento del traffico oltre quello già congestionato che si trova normalmente tra Brescia e Milano. Restano a tutt’oggi lunghi tratti non coperti da asfalto autodrenante che aiuterebbero a tenere meglio la strada in caso di bagnato, la terza corsia sulla Piacenza – Brescia ancora incompleta e il completamento di tante opere nel sud che tornano ogni tanto alla ribalta in alcuni programmi Tv.
Infine si è sentito anche dire che ci sarebbe l’asfalto mangia smog che in verità rilascerebbe polveri sottili creando un danno maggiore del beneficio che porterebbe e tutto per risparmiare qualche euro sulla qualità .