Nov
19
2006

Violenza, stupri & co.

Leggere il giornale è ormai come scorrere un bollettino di guerra. Non mi meraviglio di quello che trovo -violenza-, ma mi stupisco dell’inattività delle istituzioni verso fenomeni sempre più drammatici che dovrebbero essere puniti severamente e non con il recupero della persona.

Mi riferisco agli episodi di vilolenza subiti da una ragazzina tredicenne da tredici ragazzi, alla pedofilia on-line che dilaga sempre più e a tanti altri casi che inchiostrano le pagine dei vari quotidiani. Costoro sono coscenti di quello che fanno, infatti registrano sui telefonini gli eventi che commettono, o ne fanno fotografie da immettere nella rete o ancora compiono l’atto solo per appagare un istinto che potrebbe essere sedato nella ricerca di sesso a pagamento. Tutti questi hanno consapevolezza delle loro azioni!
Lo stato dovrebbe garantire la sicurezza del cittadino: quando succedono questi episodi non bisogna solo colpevolizzare i genitori o le circostanze, ma agire prontamente con metodi radicali, castrazione chimica permanente. Come può un essere umano violentare un altro essere umano senza preoccuparsi dei danni che lascerà in questa persona? Perchè bisogna preoccuarsi del carnefice quando la vittima ha la vita irrimediabilmente segnata?

Un punto di incontro potrebbe riguardare un periodo di temporanea castrazione dell’individuo dopo il dovuto carcere (sulla tipolgia di carcere non entro in merito) e una sua riabilitazione. Tutto questo per casi di violenze commesse da minori. Nel caso il fatto venga compiuto da un adulto, quindi con un raziocinio già formato, la pena potrebbe differire tra la violenza praticata su di un adulto, in questo caso si potrebbe applicare una castrazione chimica permanente, e quella impressa su un adolescente o un infante e quindi la castrazione dovrebbe essere naturale.

Il mio pensiero forse è radicale ma non credo che con alcuni individui ci sia soluzione alternativa possibile.

Written by Andrea Belussi in: Penseri,Società |

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